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Introduzione
La Pinarello nasce da Giovanni Pinarello - che era stato, ed era, un buon corridore - alla fine degli anni quaranta a Catena di Villorba (Treviso). Giovanni apprende i primi rudimenti come costruttore di bici già prima della guerra, poco più che quindicenne, presso la ditta Paglianti e nella sua Catena, quando ancora gareggiava. Già nel 1922, infatti, suo cugino Alessandro aveva iniziato a costruire biciclette in una piccola officina. Durante questi anni Pinarello, assieme a pochi collaboratori, comincia la produzione di bici: inizialmente si costruiscono e vendono soprattutto bici sportive e da città, mentre le bici da corsa restano ancora per pochi. I telai grezzi sportivi e per bici da città, per la maggior parte vengono costruiti all'interno dell´officina, mentre quelli da corsa derivano prevalentemente da esperti costruttori esterni. I pezzi vengono verniciati ed assemblati in un vecchio magazzino nella casa di famiglia fuori Treviso. Si tratta di una produzione artigianale, che non permette grandi numeri. Nel 1952 si presenta l´occasione per potenziare l’attività. In quell'anno Giovanni deve rinunciare, all´ultimo momento, alla partecipazione al Giro d´Italia per lasciare il posto all´emergente Pasqualino Fornara. La rinuncia viene ripagato dalla Bottecchia (la società per la quale correva), con 100.000 lire, somma ingente per quei tempi che gli consente di avviare il primo negozio a Treviso. Nel negozio preso in affitto, Pinarello riesce a trovare il posto giusto per piazzare i propri prodotti: all´interno della bottega si vendono principalmente bici Pinarello. Presto diventerà uno dei negozi più importanti della provincia. Nel periodo del boom economico del dopoguerra, anche il nome della casa trevigiana comincia ad acquisire notorietà nel campo delle due ruote. Pinarello intuisce che è il momento di entrare nel mondo delle sponsorizzazioni. Inizialmente affianca piccole squadre che si trovano in provincia. La prima squadra che partecipa ad una gara nazionale con bici Pinarello è la società Padovani, nel 1957. Nel 1960 viene sponsorizzata la prima squadra professionistica: è la società Mainetti, che annovera tra i suoi atleti alcuni campioni dell´epoca. Il primo grosso successo a livello professionistico risale al 1966 ed è la vittoria al Tour de l´Avenir in Francia, per merito di Guido de Rosso. Successivamente, gli abbinamenti con altre squadre professionistiche fanno conoscere il nome della casa trevigiana in tutto il mondo. Siamo agli inizi degli anni settanta e la piccola officina di Treviso è diventata una realtà aziendale: tra montaggio e verniciatura si contano ora una decina di operai, mentre anche il negozio si allarga. Un´altra importante tappa che ha segnato la storia della Pinarello, è legata alla prima vittoria al Giro d´Italia nel 1975 con Fausto Bertoglio (squadra Jolly Ceramica). L´inizio del decennio successivo porta ottimi risultati in campo ciclistico per la Pinarello: nel 1980 viene stretto un accordo di sponsorizzazione con la Inoxpran, azienda leader nel settore dell´acciaio. La Inoxpran rileva in parte il gruppo sportivo che faceva capo al team Jolly, iniziando la stagione con corridori promettenti e un capitano di grande esperienza: Giovanni Battaglin. Il marchio Pinarello, per la prima volta da quando vengono seguiti i club professionistici, compare sulla maglia come secondo sponsor ufficiale, a fianco del nome Inoxpran. Si tratta di una squadra competitiva che fin dall´inizio si aggiudica molte corse a livello internazionale, anche se l´anno strepitoso è quello successivo: nel 1981, infatti, tra i successi spicca la doppietta Vuelta di Spagna e Giro d´Italia dello stesso Battaglin, che si consacra in questo modo come uno dei big del ciclismo internazionale. Un altro successo prestigioso della Pinarello arriva nel 1984 con Alexi Grewal, l´americano che vince la medaglia d´oro ai Giochi Olimpici di Los Angeles nella prova su strada. La popolarità conquistata attraverso le vittorie nel campo professionistico consente all´azienda di espandersi e trasferirsi nella nuova sede di Villorba nel 1985. La realtà artigianale si tramuta in realtà industriale.
(informazioni dal sito della Pinarello: www.pinarello.it)
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