Gianluca Ghiretti. Com'è nato il Giro d'Italia d'Epoca

Un'intervista di Alessio Berti a Gianluca Ghiretti, organizzatore de "La Polverosa" e tra i fondatori del Giro d'Italia d'Epoca. Ghiretti ricostruisce le origini del Giro, traccia un profilo delle questioni attuali e delinea alcune prospettive per il futuro. A breve gli interventi anche degli altri organizzatori.

Quando è nata l’idea del Giro d'Italia d'Epoca?
E' nata alla fine del 2009  ma si è concretizzata solo all'inizio del 2010.
Nel 2009 c'erano stati contatti tra organizzatori (ci eravamo conosciuti all'Eroica 2008) che avevano permesso la pubblicazione su Cicloturismo - grazie a Luca Neri - di un articolo che riportava un calendario con le nove ciclostoriche esistenti,   denominato “Circuito delle Pedalate d'Epoca”.

Dov'è nata  l’idea del Giro d'Italia d'Epoca?
E' nata in occasione di quell'Eroica e si è concretizzata durante l'edizione 2009.
La sede ufficiale della “nascita” è stata il 14 marzo 2010 presso una sala riunioni dell'Holiday Inn di Modena Nord. Lì ci siamo riuniti tutti e siamo partiti in modo definitivo.
Gianluca Ghiretti con Alfredo Martini

Con chi è nata l’idea?
Gli organizzatori che hanno subito aderito sono stati Battaglieri per la Storica, Nardini per Barga in Bicicletta, Petronici per L'Intramontabile, Ghiretti per La Polverosa, Viola per la Valli della Lana, Tambosi per L'Alpina, Baldan per la K2 Ciclostorica, Ancillotti per la Coppi e Bartali, Studlick per La Vacamora,  Dal Forno per La Leggendaria, Selleri per Strade Bianche di Romagna e Faggiani per L'Epica.


La prima locandina che presentava il Giro d'Italia d'Epoca


Com'era nata l’'idea del Giro d'Italia d'Epoca?
Si voleva costituire un calendario unitario che non causasse la sovrapposizione di date per eventi simili; si è costruito un regolamento unitario sperimentale che partisse dalle basi etico-programmatiche già cementate dalla madre Eroica; la scommessa era aiutare l'incremento della partecipazione soprattutto nelle manifestazioni più decentrate.


Perché è nato il Giro d'Italia d'Epoca?
E' nato perchè l'unione fa la forza, ci permette visibilità mediatica a costi ridotti, incentiva i partecipanti a frequentare un'allegra comitiva itinerante che si ritrova anche con lo scopo di una gratificazione finale (lo SCUDETTO); il Giro ci permette di pedalare un po' in tutta Italia anche al fianco di campioni del passato (Moser, Poggiali, Mugnaini, Massignan, Zaimbro)  oppure di conoscere i miti del ciclismo (Baldini, Seghezzi,  Bitossi, Martini, Fabbri e altri) che, anche non pedalando più, apprezzano questi incontri cicloturistici che vogliono appunto essere occasioni di incontro tra campioni e appassionati.


Fino ad oggi, come sta andando il Giro?

Sta andando come previsto, cioè ad alcuni appuntamenti è andato tutto liscio, ad altri la natura ha posto un veto, ad altri ancora ci sono state difficoltà o malumori; penso che tutto sommato stia andando abbastanza bene, con il giusto spirito conviviale e quella sana competizione/rivalità (vedi Palazzi-Cappelletto) che è come il sale, ci vuole sempre anche nei dolci.
Potevamo spingere il Giro ad un livello più professionale, avviando collaborazioni con diverse riviste del settore, però alcuni di noi sono stati dell'avviso che dovevamo avere conferme dal mondo degli appassionati. Adesso queste conferme ci sono state e visto che tutte le tappe hanno avuto un significativo incremento di partecipazione, stiamo attrezzandoci per il lancio definitivo nel 2012.  Per cominciare saremo con un nostro stand a EXPOBICI 2011, a Padova dal 24 al 26 settembre; poi vedremo.

Quali sono le maggiori difficoltà incontrate fino ad oggi?
Siamo in pochi a poter gestire la stesura delle classifiche alle tappe, perciò ci dobbiamo muovere parecchio e occuparci degli aggiornamenti anche a casa.  Alcuni amici ci stanno aiutando significamente e anche altri ci hanno offerto collaborazione; perciò ci organizzeremo meglio per offrire un servizio sempre più efficiente.

Altra difficoltà, anche se non prioritaria, è la mancanza di sponsor; la loro presenza sarebbe un aiuto notevole; d'altra parte, il Giro d'Italia d'Epoca potrebbe offrire loro una visibilità qualificata.

Quali sono invece le maggiori soddisfazioni fino ad oggi?
Sono convinto che la formula piaccia anche se è correggibile in certi aspetti (ma non esisterà mai una formula che vada bene per tutti).

E' fonte di soddisfazione la presenza di nomi altisonanti, che ci stanno aiutando e che si sono inseriti nello staff di gestione (un grazie particolare al patron dell'EROICA Giancarlo Brocci, che organizza la “nostra” Garda Vintage). Ci fa piacere anche vedere che tante nuove ciclostoriche vorrebbero far parte del nostro Giro.
Vedo nuovi amici partecipare e ritornare, ritornare, ritornare. Che sia una malattia contagiosa?
Penso che alcuni di noi hanno voglia di un ciclismo meno esasperato ma che non sia il solito giro della domenica. Qui gli ingredienti ci sono tutti : percorsi, circuito, classifiche, storia, cultura, turismo, enogastronomia e spirito goliardico.  Penso che basti per spronarci ad andare avanti.

Programmi, propositi, speranze, migliorie e/o cambiamenti per il prossimo Giro?
Come dicevo prima saremo ad EXPOBICI 2011 di Padova già con un calendario semi-definitivo. Vogliamo rivedere alcuni punti del regolamento; istituiremo anche una classifica per squadre come per gli eventi cicloturistici. Cosa forse più importante, ci stiamo costituendo come ASSOCIAZIONE per poter gestire  rapporti con enti e aziende che cominciano a vederci come realtà costituita.

Consentimi di ringraziare tutti i partecipanti, tutti quelli che credono in quest'avventura cominciando dai fondatori per poi passare a quelli che fanno il lavoro sporco, per esempio Davide La Valle per il sito, i giudici Alberto Paccagnella, Fausto DelMonte e altri, la segreteria sul campo con Lisa, Federica , Silvia e Patrizia, gli addetti stampa con Paolo Borelli, Giuliano Traini e l'amico Mario Labadessa che col suo sito, il fantastico giornale e la sua  onnipresenza sta divulgando alla grande la passione per il ciclismo d'epoca.
Infine un grazie particolare a te che ti stai sbattendo notte e giorno per il Blog con vera passione ciclistica (cioè quella che contempla anche la fatica vera).